Welfare aziendale deducibile senza costo per l'impresa, riduzione dei costi energetici, autofinanziamento per associazioni e condomini. Strumenti concreti da mettere sul tavolo dei clienti che segui già, senza uscire dal tuo ruolo.
ParliamoneL'imprenditore che vuole dare qualcosa in più ai dipendenti ha due strade: l'aumento in busta paga, che gli costa quasi il doppio di quello che arriva a destinazione, oppure il welfare ex art. 51 TUIR, deducibile per l'azienda ed esentasse per il dipendente entro le soglie di legge.
Il problema del welfare classico è la fee: le piattaforme tradizionali trattengono una percentuale sul valore caricato. Qui quella fee non c'è, e il dipendente riceve un buono spendibile liberamente su centinaia di brand, che gli genera anche cashback quando lo utilizza.
Efficientamento energetico
La Legge di Bilancio 2026 ha sostituito i crediti d'imposta Transizione 4.0 e 5.0 con l'iperammortamento, e ha incluso esplicitamente negli allegati gli impianti da fonti rinnovabili destinati all'autoproduzione per autoconsumo, sistemi di accumulo compresi. Per la quota di investimento fino a 2,5 milioni la maggiorazione è del 180%.
Questo lo sai già. Il punto è un altro: quante volte hai detto a un cliente che poteva farlo, e la cosa è finita lì?
Perché tra il consiglio e l'investimento realizzato ci sono un progettista, un installatore, una relazione tecnica, la comunicazione preventiva al GSE, la conferma entro i termini con il pagamento minimo documentato. Il cliente non sa da dove cominciare, tu non fai l'ingegnere, e la pratica muore in mezzo.
Noi mettiamo la filiera. Tu resti il consulente fiscale del cliente, e finalmente l'agevolazione che gli hai segnalato arriva a destinazione.
Se segui ODV, APS, ASD, enti del terzo settore o amministri condomini, conosci il problema meglio di chiunque: le entrate sono quote, tesseramenti, qualche donazione e il 5×1000. Tutto discontinuo, tutto da ricostruire ogni anno.
Il modello ribalta la logica. Non si chiede ai soci di versare di più, si chiede di fare la spesa che farebbero comunque passando dal circuito. Una parte di quel transato torna all'ente. Cento famiglie che fanno la spesa normale generano un flusso ricorrente che nessuna raccolta fondi riesce a rendere stabile.
Per un condominio vale lo stesso principio applicato alle spese comuni e a quelle dei singoli condomini: le utenze delle parti comuni entrano nel circuito e il credito abbatte le quote.
Chiudiamo dicendolo chiaramente, perché è la domanda che ti stai facendo: sì, esiste un ritorno economico anche per te. Ogni cliente o attività che entra nel circuito tramite lo studio genera una percentuale ricorrente sul transato.
Non è un prodotto da vendere e non ti chiediamo di trasformare lo studio in un'agenzia. È una collaborazione che puoi attivare sui clienti per cui ha davvero senso, valutando tu quali e quando. Se preferisci limitarti a segnalare i clienti e lasciare a noi la parte operativa, funziona anche così.
Non serve una decisione oggi. Serve mezz'ora per capire quali dei tuoi clienti rientrano davvero nei casi d'uso e quali no. Se dall'analisi non esce niente di applicabile, te lo diciamo noi.
ParliamoneConfronto tecnico, non una call commerciale.